calendario per amici e visitatori

Immagini e parole per l'anno che verrà

appare evidente il riferimento alla natura, al suo manifestarsi, al suo dispiegarsi negli elementi del Cosmo, la cui cromatica conflagrazione evoca la sorgiva epifania dell'Origine.

 

 

 

 

nel dipinto : il bianco seno dell'oscuro mare, guardo a Leucotea, penso alla lievità che incarna, non disgiunta da una luminosa grazia divina, che pacatamente si adagia sulle cupe, screziate acque notturne.

 

 

 

 

penso il cuore come scrigno privilegiato, rifugio ultimo e perenne delle cose superstiti e belle, tra queste il mare, da preservare e proteggere quali antidoti alle tentacolari propaggini di una hybris planetaria.

 

 

 

 

con il dipinto: attimo di folgore citrina, rinvio ad un tempo, nella cui fuggevolezza, abbacinante appare un provvido kairos, una intuitiva possibilità, che travalicando gli ordini ci connette al divino.

 

 

 

 

 

il dipinto: fragili essenze d'apparizione, fa pensare ad un malato sole primaverile; ho voluto, attraverso un'impalpabile immagine vegetale ricordare chi non c'è più e sarà sempre, nel mio animo, nell'animo di tutti.

 

 

 

 

 

con il dipinto: dall'afona palude una nenia primordiale, ho tentato di afferrare e riflettere lo spaesamento che il silenzio di una palude, resasi suono ancestrale, può provocare e inesorabilmente, attirare a sè.

 

 

 

 

il dipinto: scia di lacrime, è voluto da me ed in parte dal caso, casuale è la forma che vagamente ricorda un alligatore, mia è l'idea di un dolore solidificato in una striscia da cui, solitaria cola, la condensazione di lacrime da tempo agglutinate.

 

 

 

 

una folata di vento leggero, un sospiro palpitante e innamorato che soffia verso ciò che lo ha generato. L'allusione all'amore, che ho con voluta ingenuità evocato, inserendo un piccolo cuore, accenna all'intima essenza del verso che dall'indomito cuore di un vecchio poeta origina.

 

 

 

 

il dipinto: gli steli della notte evoca il silenzio di uno stagno, i brusii della notte, la presenza-assenza di ciò che si annida nell'oscurità. La fragilità dei segni e la fugacità dell'insieme, aspirano a vivificare il sentimento profondo della lontananza.